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Analisi clinica – Perchè si arrabbia?

Presentazione della persona

Luca è un giovane adulto di 23 anni, vive nell’istituto da due anni ed è oramai ben abituato al luogo, alle abitudini, alle persone. Luca non ha accesso alla comunicazione verbale; dopo un primo periodo di osservazione e di valutazione funzionale, l’équipe educativa ha cominciato un lavoro per l’apprendimento del sistema PECS. Attualmente alla fase 3, Luca ha aderito facilmente a questo tipo di comunicazione, porta il classificatore con se senza difficoltà e i primi comportamenti comunicativi spontanei sono sempre più frequenti.

Il suo progetto individuale di accompagnamento prevede l’utilizzo di un planning visivo, con le immagini PECS e il protocollo “finito” (alla fine di ogni azione Luca toglie l’immagine corrispondente dal suo supporto e la mette nella scatola con su scritto “fine” per aiutarlo ad avere dei punti di riferimento temporali ed avere cosi un ritmo di vita sano e corretto. Questo accompagnamento è stato adottato poiché, al suo arrivo nel centro, Luca non aveva nessun ritmo preciso: non essendo seguito da nessuno da diversi mesi, Luca si era abituato a seguire puramente i suoi istinti senza regola alcuna: mangiava a qualunque ora, si metteva il pigiama in piena mattinata, dormiva di giorno e girovagava di notte….abbandonato a se stesso non aveva più nessun riferimento spazio-temporale. Un enorme lavoro educativo è quindi stato necessario per ridargli un ritmo di vita più sano e il planning visivo ne è stato lo strumento principale.

La problematica

Giorno dopo giorno, e senza nessuna ragione apparente, Luca ha cominciato ad avere delle crisi, sempre più frequenti e sempre più importanti. Il malessere di Luca prende forma attraverso delle crisi di auto aggressività, urla e tristezza profonda. In poche settimane queste crisi hanno cominciato ad apparire tutti i giorni fino a provocare dei lividi e ematomi importanti.

L’équipe educativa, totalmente persa poiché queste crisi sembrano prive di causa apparente, ha richiesto l’aiuto delle psicologhe dell’istituto. Quest’ultime hanno rapidamente messo a disposizione dei professionisti le basi per un qualunque lavoro terapeutico e educativo per aiutare Luca: una griglia di osservazione di tipo ABC è stata messa a disposizione per capire la funzione del comportamento. Detto in parole povere, tentare di capire qual è l’elemento che scatena queste crisi.

DataOraPersone presentiAntecedenteComportamentoConseguenza

Questa griglia è stata riempita dai diversi professionisti giorno dopo giorno durante due settimane, per poi essere analizzata dalle psicologhe. Riporto qui di seguito i risultati dell’analisi:

Frequenza crisi: in quindici giorni, Luca ha avuto 26 crisi di auto aggressività. La frequenza media calcolata è di 1.5 crisi al giorno. Non sembrano esserci ricorrenze particolari rispetto a degli orari precisi. Le crisi sembrano potersi manifestare tanto di mattina quanto di pomeriggio. Rispetto agli orari, l’unico elemento ricorrente è l’assenza totale di crisi dopo le ore 17.

Rapporto alle persone: Luca ha presentato almeno una crisi in presenza di ogni membro dell’équipe educativa o del personale dell’istituto. Questo può farci pensare che le crisi non siano dovute a una difficoltà o un malessere di fronte ad una persona in particolare.

Rapporto degli antecedenti: In questa categoria si vede un primo elemento che può spiegare le cause che provocano le crisi. Nelle 26 crisi presentate, Luca sembra aver reagito alla previsione delle attività esterne all’istituto. Quasi tutte le crisi hanno avuto luogo nel momento in cui l’operatore ha messo il pittogramma uscita nel suo planning visivo oppure al momento stesso dell’uscita.

Rapporto dei comportamenti: Lo schema comportamentale delle crisi sembra essere costante. Luca comincia con dei vocalizzi che mostrano l’inizio del malessere. Dopo qualche minuto in cui i vocalizzi aumentano di volume e Luca comincia a piangere comincia l’auto aggressività. Le crisi hanno una durata che varia tra i 10 e i 30 minuti.

Rapporto delle conseguenza: A seconda dei due antecedenti più frequenti, sembrano essere due le conseguenze che permettono a Luca di calmarsi ed entrambe hanno una caratteristica in comune, l’annullamento dell’uscita.

Strategia educativa

Di fronte a questi risultati, le psicologhe prevedono e suggeriscono all’équipe educativa un primo tentativo per capire se lo stress che provoca le crisi di Luca sia dovuto ad una difficoltà nell’anticipazione. In effetti, per indicare a Luca l’uscita dall’istituto, fino ad oggi l’équipe ha sempre utilizzato un pittogramma generico che mostra il veicolo senza dare ulteriori informazioni: la destinazione, l’attività, la durata dell’uscita ecce cc. Per quindici giorni quindi, l’équipe dovrà mettere la foto della destinazione al posto del pittogramma generico. E’ inoltre consigliato agli operatori di aggiungere, sempre sul planning visivo, le foto delle persone che accompagneranno Luca nell’uscita. Dandogli questi elementi supplementari, se il problema all’origine delle crisi è la difficoltà di Luca ad anticipare, le crisi dovrebbero presentare un evoluzione.

Dopo quindici giorni, una nuova analisi della griglia ABC ha permesso all’équipe di notare un leggero miglioramento a livello della gravità delle crisi. Ciò nonostante, la maggior parte delle uscite con Luca sono annullate poiché quest’ultimo presenta spesso un livello di stress troppo alto. Questo permette di capire che la strada educativa scelta potrebbe essere quella giusta, ma che gli elementi dati a Luca non sono sufficienti a permettergli di anticipare.

Per il mese seguente, il planning visivo ha mantenuta l’integrazione delle foto con la destinazione delle uscite e dei professionisti che accompagnano e un nuovo strumento è stato fornito a Luca: uno scenario sociale. 

autismo rabbia 

 

Le due foto essendo presentate su forma di pittogrammi “mobili”, questi possono essere scambiati per creare un supporto da mostrare a Luca all’andata e poi di nuovo al ritorno.

Una seconda “banda” è data a Luca con le foto dei professionisti che lo accompagnano e, qualora necessario, gli altri compagni che partecipano all’uscita. Essendo abituato al classificatore PECS, queste bande sono attaccate tra loro grazie ad un “anello” in metallo (quello utilizzato solitamente per le chiavi).

La griglia ABC continua ad essere riempita dall’insieme dell’équipe educativa per permettere alle psicologhe di monitorare i risultati di questi strumenti e le conseguenze sul comportamento di Luca.

Risultati

Dopo due mesi di accompagnamento educativo con questi aiuti visivi, le crisi di Luca sono notevolmente diminuite. Le uscite e le attività esterne all’istituto si sono potute realizzare molto più facilmente e Luca ha potuto approfittarne in modo molto più sereno. 

L’équipe educativa, guidata dalla supervisione delle psicologhe, ha continuato questo accompagnamento per sei mesi consecutivi per permettere a Luca di riprendere fiducia. Dei rinforzi positivi gli sono stati presentati alla fine di ogni uscita per permettere di “rifare” un lavoro di pairing (permettere a Luca di associare le uscite a qualcosa di positivo). Dopo sei mesi, gli aiuti visivi sono stati eliminati uno alla volta, sempre con la griglia ABC analizzata ogni 15 giorni per permettere di monitorare. 

Ci sono voluti circa 18 mesi di lavoro educativo per riuscire a proporre a Luca delle uscite solo tramite la foto della destinazione sul planning visivo senza più avere delle crisi.

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